Numerosi i fedeli che hanno preso parte alle varie manifestazioni religiose
Si sono concluse le
manifestazioni della settimana
santa. eventi che come
sempre, hanno richiamato
un folto numero di fedeli.
Ad attirare maggiormente
lattenzione dei cittadini,
ma anche dei turisti
che iniziano ad affollare la
città napitina sono stati
inevitabilmente la Via Crucis
e la processione della
Madonna Addolorata.
Mercoledì Santo, come
annunciato, si è svolto l'allestimento
scenico della
rappresentazione della
Via Crucis, rito che a Pizzo
è interamente gestito e
commentata da laici, sotto
la guida del parroco della
Chiesa di San Giorgio, e
ogni stazione viene interrotta
da canti e preghiere
che accompagnano la processione
nei vari spostamenti
sotto le arcate laterali.
Riportiamo alcuni
momenti delle meditazioni
dei laici per rendere tangibile,
seppure parzialmente,
il significato di questo
rito.
«Gesù cade la terza volta:
mio Signore hai accettato
la croce con generosità e
trasporto ma ora tutto
sembra superiore alle tue
forze, sei stanco, privo di
energie, tutta una piaga.
Sembra che tutto stia per
terminare, purtroppo il
peggio deve ancora accadere.
Si deve ancora compiere
il crimine più atroce.
Sei a terra per la terza volta.
Le ripetute cadute non
ti hanno fermato e nonostante
tutto ti rimetti in
piedi lentamente, ti carichi
nuovamente la Croce sulle
spalle trovando in te nuove
forze ed energie per continuare
la via del calvario,
anche se ogni passo è per te
un nuovo dolore. Tre cadute,
tre identiche lezioni di
perseveranza e costanza,
ciascuna più penetrante significativa
dell'altra. Signore
Gesù, nello schianto
della terza caduta tu ci
vuoi insegnare a ottenere
la salvezza unicamente da
Dio nostro Padre. Ognuno
di noi dovrebbe prendere
esempio da te, caricarci la
nostra Croce sulle spalle e
affrontare le difficoltà che
la vita ci presenta. Purtroppo
la nostra vigliaccheria
torna sempre alla
carica, ma questo non può
servirci sempre come pretesto.
Il minimo sacrificio
ci fa paura, il più piccolo
sforzo ci frena e la minima
lotta ci mette in fuga».
«Sei giunto sul Calvario,
o Gesù, e subito ti strappano
le povere vesti che indossi
e ti rinnovano così
tutte le piaghe della flagellazione.
Guerre, terremoti,
alluvioni, malattie: Dio, come
puoi permettere che avvengano
sciagure del genere?
Forse è la giusta punizione
per quello che abbiamo
fatto? No, non è così.
Io credo invece che tu sia
profondamente rattristato
da questo, ma per anni noi
ti abbiamo detto di andartene
dalle nostre scuole di
andartene dal nostro governo,
di andartene dalle
nostre vite. Credo che tu ti
sia fatto da parte perché un
giorno qualcuno ha ottenuto
che non fosse più consentita
alcuna preghiera
nelle scuole. Perché qualcuno
ha detto che è meglio
non leggere la Bibbia: Perché
qualcuno ha detto che
sarebbe opportuno che gli
insegnanti non punissero
i nostri figli: Perché alcuni
politici hanno detto che
non è importante ciò che
facciamo in privato. Perché
qualcuno ha detto che
è meglio togliere il Crocifisso
dalle scuole».
Giovedì Santo si è dato
inizio al «Triduo Pasquale
», che sintetizza e riassume
il mistero della «Passione
», «Morte» e «Risurrezione
» di Gesù, culmine di
tutte le festività pasquali,
che ha avuto inizia con la
«Missa d"i Missi» (Messa in
Coena Domini) celebrata
dal parroco di San Giorgio,
Don Antonio Gaccetta, cioè
la grande messa vespertina
della Coena Domini. Rito
che è stato accompagnato
dalla e scenografica funzione
della lavanda dei piedi
ai 12 Apostoli, per fare
risaltare la missione di servizio
e di umiltà di Gesù
sulla terra, che va continuata
dagli uomini. Poi è
seguita la benedizione del
pane. Prima c'è stata la
processione degli Apostoli,
rappresentati da alcuni
fedeli della Chiesa di San
Sebastiano, vestiti con paramenti
appropriati. Gli
Apostoli, nelle prime ore
della sera, preceduti dal
Priore, dagli Assistenti e
da tutti gli altri "fratelli"
dell'Arciconfraternita di
San Sebastiano, si sono
mossi fino alla Chiesa di
San Giorgio, dove sono stati
accolti dai numerosi fedeli,
sistemandosi a semicerchio
sull'altare maggiore,
con al centro il parroco.
Al termine della messa vespertina
dell'Ultima Cena
il sacerdote ha portato
l'Eucarestia all'altare della
«Reposizione», detto comunemente
Sepolcro.
«L'esposizione è durata
fino a mezzogiorno di venerdì,
Venerdì Santo.
Durante la messa, il parroco
ha lavato e baciati piedi
dei 12 apostoli, cui è seguita
la discesa del grande telone
dei pittori locali Carmelo
Zimatore e Diego
Grillo, che rappresenta la
crocifissione di Gesù sul
Calvario insieme ai due ladroni.
E sempre venerdì sono
state tolte dall'Urna della
Reposizione la Pisside e
l'Ostia per essere riportate
nell'Altare Maggiore. L'Ostia
sarà consumata dal sacerdote
nel corso del rito
della solenne azione liturgica
che sostituisce la messa,
chiamato dal popolo
Missa paccia. La sera,
inoltre, è stata interamente
dedicata alla Passione
del Signore, dai pizzitani
detta "Agonia e alla Pro -
cessione dell'Addolorata
con l'Affrundata.