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Ai ferri corti Rifondazione Comunista e Sinistra Democratica 

Il 6 maggio scorso nelle pagine di questo giornale si è diffuso un comunicato stampa di Sinistra Democratica, movimento che, nello spiegare le motivazioni della recente sconfitta elettorale, accusava i dirigenti di Rifondazione Comunista, tra l'altro, d'incoerenza. Ora arriva la piccata replica di Holmo Marino, segretario di quest'ultimo partito, il quale intende esporre alcuni chiarimenti e precisazioni. «L'esito delle elezioni politiche nazionali ha sgomberato ogni dubbio sulla validità del progetto della Sinistra l'Arcobaleno. Quanti hanno spinto sull'acceleratore di questo processo non hanno tenuto conto a sufficienza dell'umore della base del partito né di chi ha contatto quotidianamente con la nostra gente, con i nostri elettori, che consideravano tutto ciò sbagliato vano o comunque prematuro. Il tracollo della Sinistra l'Arcobaleno a livello nazionale da un lato lascia una sconfitta storica (nessun parlamentare eletto) senza dimenticare la vittoria del centro destra e la crescita di una forza razzista e xenofoba come la Lega, e dall'altro ci dà la consapevolezza che il rilancio della sinistra, la riconquista dei consensi, la proposta di un progetto possibile di sinistra credibile, non possa che partire da Rifondazione Comunista. Nessuna apertura - prosegue seccato Marino - a chi propugna "diluizioni di colore" o a chi ritiene fondamentale per una grande sinistra seppellire i nostri simboli. Il congresso appena avviato parte con un minimo comun denominatore: la difesa del simbolo e dell'identità comunista, lo stesso simbolo, guarda caso, che solo la federazione di Vibo Valentia, in Italia, ha messo in campo alle ultime elezioni amministrative, una scelta lucida e lungimirante che ha consentito alla coalizione guidata da Barbara Citton di raggiungere un notevole risultato». Per quanto concerne, poi, le elezioni provinciali, Marino ritiene curioso che «I responsabili di Sinistra Democratica si preoccupino di analizzare la situazione interna di Rifondazione Comunista. Probabilmente, qualche esimio pensatore, sentendo parlare di apparentamenti, si sarà sentito già di casa e quindi autorizzato alla libera dissertazione. Sappia costui che i nostri interlocutori non devono e non possono essere partiti o movimenti spinti da interessi occasionali o comunque legati in qualche modo ai poteri forti, più o meno occulti, del paese (a chi è rivolto il riferimento?, ndr)». Nella fattispecie Rifondazione Comunista, pur non avendo ricevuto i consensi attesi, è, rispetto alle precedenti elezioni provinciali, cresciuta in numero di voti, ancora superiore a quello dei "parenti illegittimi". La cosa non ci esalta ma ci offre un dato significativo dal quale ripartire. Un quattro per cento ottenuto senza la vergognosa questua del voto, senza il ricatto del posto di lavoro e soprattutto senza il sostegno di "compari e comparielli", rappresenta un dato importante. I nostri candidati - precisa ulteriormente il segretario comunista - non vengono scelti per il parentato numeroso o per i potenti mezzi economici, non erigono costruzioni abusive, non flirtano con i "bravi di paese". Nella "montagna di merda" di cui parla Peppino Impastato c'è anche tutto ciò, non solo la mafia con la coppola. Nessuno sconto all'aspetto morale, né ora né mai. La responsabilità assunta nelle scelte politiche del recente passato - egli conclude - sia da monito per quanti, opportunisticamente ciechi e sordi, sproloquiano».

 

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