Nella cittadina napitina il punto deccellenza di riabilitazione psichiatrica
La triste storia dellospedale
di Pizzo inizia negli anni
cinquanta con la posa della
prima pietra. Doveva essere
lospedale della città, la struttura
moderna e funzionale
che la popolazione aveva
sempre invocato, capace di
sopperire alla carenza di spazi
e di offrire quellassistenza
ampia e qualificata che le cliniche
private cittadine, sorte
nel primo e nel secondo dopoguerra,
non erano riuscite
a garantire. E rimasto, invece,
un sogno e, per certi versi,
addirittura una struttura
additata più volte dalla grande
stampa e da numerose inchieste
televisive, come
esempio lampante dello
sperpero di denaro pubblico.
Insomma, la classica cattedrale
nel deserto che mungeva
continuamente soldi pubblici
senza offrire in alternativa
alcun servizio sanitario.
Questo, fino a qualche anno
fa, allorquando un medicocoraggio,
Francesco La Torre,
ha deciso di trasferire il servizio
della Riabilitazione psichiatrica
che dirigeva nellospedale della città
capoluogo allinterno della struttura napitina,
poverissima di servizi offerti allutenza
- solo la guardia medica e lufficio sanitario -
e abbandonata a se stessa, sebbene fosse arredata
di tutto punto, con lettini, culle, strumenti
medicali, sedie, panche, ed altro, materiale,
però, consunto dalla ruggine. Un avvio
in sordina, quello del servizio voluto da
La Torre, ma che servì ad aprire nuovi spazi
e a rendere fruibili nuovi servizi, quali lAlcologia,
il Sert, la Neuropsichiatria infantile,
e il Centro di riabilitazione semiresidenziale
delletà evolutiva. Una serie
di prestazioni sanitarie , queste,
che oltre a dare dignità e
significato alla struttura che
le ospita, sono diventate esse
stesse un fiore allocchiello
della sanità vibonese. In tale
contesto si pone sicuramente
il Centro di riabilitazione
delletà evolutiva sullautismo
e sui disturbi dello sviluppo,
un presidio sanitario
che rappresenta lunico centro
pubblico esistente in Calabria
per il trattamento dellautismo,
con metodologie
scientificamente avanzate. La
struttura, coordinata dal dottore
Bruno Risoleo, ha attualmente
in cura 20 soggetti autistici
provenienti da tutta la
provincia e numerose sono le
richieste di assistenza provenienti
dalle altre Asp. Questo
la dice lunga sulle competenze
e sulla professionalità dellequipe
del dottor Risoleo
che si avvale, in questo progetto
finanziato con fondi
ministeriali, della preziosa
collaborazione dellassociazione
Prometeo, costituita da
personale specializzato, e
quindi da psicologi, educatori,
logopedisti, tecnici della riabilitazione,
ed altre figure. Insomma, una sinergia pubblico-
privato che si è rivelata vincente. E a
testimoniare lo spaccato positivo di questa
forma di assistenza sanitaria sono proprio i
continui attestati di riconoscenza espressi
dalle famiglie dei bambini in cura, dove laccoglienza
del reparto, il calore dellassistenza,
i colori degli spazi della riabilitazione e lo
splendore dei corridoi e delle suppellettili
danno, a chi si avvicina la prima volta, danno
lidea di non trovarsi in una struttura sanitaria
del profondo sud, bensì in una lussuosa clinica privata.
Questo, testimonia che
in Calabria, e nel caso specifico nellAsp di
Vibo, vi sono operatori attenti non solo alla
qualità delle prestazioni professionali offerte,
ma anche al contesto entro cui operano.
Nella struttura riabilitativa coordinata da Risoleo,
oltre al modulo semiresidenziale è attivo
un modulo ambulatoriale che tratta circa
40 bambini provenienti da tutta la provincia
vibonese la cui patologia riguarda i disturbi
dello sviluppo, quali quelli del linguaggio,
della psicomotricità e del comportamento.
Naturalmente i progetti non si
fermano qui. Egli auspica, infatti, la trasformazione
di quello che attualmente è un progetto,
in un servizio permanente con lavvio
delle procedure per laccreditamento regionale
della struttura già, peraltro, prevista nella
bozza del piano sanitario regionale. Inoltre,
poiché sia allinterno che allesterno della
struttura ospedaliera napitina vi sono parecchi
spazi inutilizzati, sono allo studio del dottore
Risoleo due progetti: uno per lutilizzazione
dello spazio esterno a giardino attrezzato
in modo da convogliare i soggetti dipendenti
da droghe ed i pazienti affetti dal morbo
di Alzheimer, laltro, denominato Pet therapy,
per il trattamento dei disturbi affettivorelazionali
con laiuto degli animali. Insomma,
quella portata avanti dal Centro di riabilitazione
delletà evolutiva è un modello di sanità
sempre più rispondente ai bisogni dei
bambini disabili. E a parlare in tal senso sono
anche i numeri che dicono che nel solo primo
anno di attività sono state eseguite 1900 prestazioni
di psicomotricità, 860 di logopedia,
6000 ore di trattamento per soggetti autistici,
oltre alle numerose riunioni periodiche con le
scuole e con i genitori dei bambini che frequentano
il centro, ai quali, tra laltro, sono
state offerte consulenze psicologiche gratuite.
Unattività specialistica dalto livello, testimoniata
anche dalle liste dattesa, dalle continue
richieste di consulenza che provengono anche
da fuori provincia e, soprattutto, dagli attestati
di riconoscenza espressi continuamente
dai genitori dei piccoli pazienti in cura. Tutti
fattori, questi, che chiaramente confermano
la bontà del lavoro svolto da tutte le componenti
che fanno capo a tale Centro.