Voler tracciare un profilo di Giambattista BILOTTA e delle sue poesie che formano la raccolta CARRICATURI, significa sondare gli spazi intimi del suo vivere.
Il suo è un poetare in vernacolo scaturente dal suo vivere quotidiano, dalla sua insistita solitudine e dal raccolto e meditato rapporto con una natura esplosiva e meravigliosa quale è quella del suo paese natale: PIZZO CALABRO.
Scrivere versi, per Lui, è una sorta di continua necessità ed inesausto monologo interiore alla ricerca di unimprobabile felicità.
Ma raccontare, evocare, traslare in ritmi e versi significa anche perdersi, annichilirsi in momenti di inebriante solitudine, in edulcorati mondi che scollano per sempre il rapporto con il quotidiano.
Le sue molteplici poesie (in lingua già pubblicate e le presenti, in vernacolo), nascono da situazioni di vario genere, come ad esempio: À CRISA DÙ GORFU PÈRZICU, nella quale Egli, uomo di rara bontà, non accetta la prepotenza e la sete di potere, determinata da un cieco fanatismo; oppure in NON MI VOLISTI E NO MI VÒI, risentimento personale per una vita condotta ai margini della quotidianità; o in TI VÌJU, TI SENDU, imperterrita ricerca dellamore inteso come forza cosmica carica di energia.
Vivere, per Bilotta, è compiere e solidificare trame poetiche, auscultare nel proprio IO le vicende desolate e tristi della sua esistenza. Ma anche compiere e solidificare trame poetiche in un barlume di felicità, ironie impensate, parole di esilarante humor.
CARRICATURI ha per sottotitolo interno STÌJI E LAMBARI nel sottolineare la vivificante intesa tra il Poeta e il suo ambiente, balsamo tonificante.
In quel mare che si perde in lontananza e che alimenta lo sguardo quotidiano del Bilotta (vive in una casa a strapiombo sul Tirreno)
cè levocazione arcana, struggente, incendiaria che seduce e conquista solo chi si lascia attraversare dal fascino del territorio.
La sua poesia si può accostare allArte di un pittore siciliano contemporaneo: Franco PQLIZZI, il quale sembra aver dato corpo alle parole del napitino Bilotta.
Polizzi vede e dipinge mari in lontananza attraversati, di notte, dalle luci delle lampare; vede e dipinge tramonti infuocati che accendono il mare creando degli spettacoli ineguagliabili.
Quello di Bilotta è un vivere in crescendo di sensazioni impensate, in unattesa desolata e struggente delle albe, dei tramonti e in un continuo traguardare lorizzonte con cielo e mare a perdersi in reciproco intimo abbraccio.
E per finire, scadendo in un ultimo particolare, il Bilotta manifesta lintenzione di fare inserire in questa raccolta anche unimmagine fotografica della protagonista della composizione: À ZZAPPA che aveva come titolo iniziale: Risbìgghjati!, e no nzendi!?, grazie alla quale gli sono stati tributati tanti riconoscimenti e tanti successi ha avuto nei vari concorsi e nelle manifestazioni pubbliche ove essa, à zzappa primeggiava, emblematica, in bella mostra.
- Pino PARISI
Crotone 30 aprile 1996