Le privative erano dei diritti esclusivi che il governo esercitava in regime di monopolio su alcune mercanzie come sale, tabacchi, fiammiferi.
I depositi delle privative, che da tempo lo Stato manteneva nella marina di Pizzo, contribuirono ad elevare il traffico marittimo dellapprodo napitino.
Nel 1816, ad esempio, padron Francesco Cardillo di Messina comandante dello sciabeccotto nominato lImmacolata e San Francesco di bandiera napoletana dichiara che il giorno 20 luglio 1816 scaricò in questo fondaco dè sali per conto del governo sale marino cantaja seicento. Dopo aver compiuto la discarica per la gran fatica prestata e aiuto dato dalla forza armata, il capitan Cardillo vedendosi compiaciuto da detta forza armata, esso capitano in potere del Signor cavaliere Raffaele Trentacapilli ricevitore di questo Fondaco dè Sali del Pizzo, lascia una piccola rigalia di denaro per darla a dette forza armata per la causa sudetta.
Nel 1873, invece, viene stipulato un contratto dappalto tra Domenico Musolino magazziniere delle privative di Pizzo e Giuseppe Tozzi e Saverio Vinci padroni di barche, per il trasporto di sale via mare:
. . .I signori Tozzi e Vinci si obbligano di prender e rilevare dai magazzini di Paola tutta la quantità di sale che sarà richiesta dal magazziniere di Pizzo, e portarlo con le loro barche o con altre da essi noleggiate qui a Pizzo per eseguire la consegna ad esso signor Musolino nei magazzini a tal luogo destinati.
Essi appaltatori Vinci e Tozzi appena fatta la richiesta dovranno entro e non oltre cinque giorni spedire barche a Paola capaci di contenere la quantità di sale che sarà richiesto. Tali barche dovranno essere in buone condizioni e corredate di tele incerate, stuoie e coperte di lana, quando questa cautela fosse necessaria per preservare i sali dalla pioggia e dallumidità.
Saranno a carico di essi appaltatori tutte le spese di facchinaggio di carico e scarico e di introduzione nei magazzini e di posa sulla bilancia del sale e di accumulamento del medesimo.
Essi appaltatori avranno anche lobbligo dei sacchi voluti dai regolamenti, dovranno anche provvedere al regolare chiudimento degli stessi.
Per tutto il nolo ed altre spese il Signor Musolino sarà tenuto a pagare lire due centesimi trentacinque per ogni quintale di sale.
Si dichiara che il quantitativo dei sali da trasportarsi ammonta a circa tremila quintali. *
Essi appaltatori saranno responsabili dei sali durante il trasporto, il quale dovrà
farsi direttamente dai magazzini di spedizione a quelli di destinazione, senza soste e con tutte quelle cautele scritte e richieste dalla legge, e dai regolamenti in vigore questi adempimenti resteranno a carico degli appaltatori medesimi.
* si ricorda che il sale oltre ad essere venduto in tutto il circondano veniva utilizzato dalle locali tonnare per la conservazione del tonno.
Perché il sale veniva imbarcato anche a Paola? Perché, molto probabilmente in provincia di Cosenza si trovavano delle miniere di sale, una molto importante infatti, si trovava a Lungro ed era gestita dai Monopoli di Stato.
Le barche che rifornivano di sale i magazzini delle privative, continuarono ad approdare nella rada di Pizzo fino ai primi anni cinquanta del Novecento.
Libro matricola della gente di mare - Capitaneria di porto di Pizzo 1885 libretto di imbarco di padron Antonio Tozzi nato il 1 Dicembre 1870 imbarcato per la prima volta il 27 Agosto 1885 a soli 15 anni.