Mercoledì, Settembre 08, 2010
   
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Maierato, un paese che galleggia

Il sindaco Rizzo: ringrazio per la solidarietà giunta da Toronto

«La frana l’ho vista in diretta, perché abito in periferia proprio lì vicino». È ancora scossa Isabella Costa Galeano, una delle oltre 2mila persone evacuate da Maierato tra lunedì e martedì per l’enorme smottamento che ha minacciato il paese in provincia di Vibo Valentia. «Non ho avuto il coraggio di andare a casa per prendere qualcosa, è andato solo mio marito», dice.
Che la terra si muovesse non era una novità. «Giorni prima - racconta Isabella - c’era stata una frana, ma in una zona ristretta, e le immagini sono arrivate subito in tutto il mondo perché sul luogo c’erano già dei giornalisti». A spaventarla non è solo il ricordo di «un’intera collina che si sposta», ma anche l’idea che Maierato possa essere «un paese che galleggia, perché ci sono troppe fonti d’acqua che potrebbero minacciare la sicurezza delle case, molte nuove, costruite con tanti sacrifici».
Per questo come tanti altri compaesani, aggiunge, «aspetto le notizie della visita di Bertolaso e dei tecnici come un bollettino di guerra». Da Pizzo Calabro, dove si è trasferita dopo l’emergenza, Isabella però invita a «non chiamare Maierato un paese fantasma. Mi sembra azzardato, anche dal punto di vista emotivo per noi residenti». La tranquillizza il pensiero che la zona sia monitorata, la sorveglianza costante per evitare episodi di sciacallaggio. E soprattutto l’assistenza. «La zona più vicina è stata evacuata subito, con i membri della protezione civile che andavano casa per casa, aiutando gli anziani - dice - e poi c’è una grande solidarietà. Infatti la maggior parte dei compaesani ha trovato ospitalità da parenti e amici. Quelli che si trovano nella scuola di polizia e al palazzetto dello sport di Vibo sono al caldo e al sicuro».
Nicola Costa è tra quelli che hanno trovato ospitalità da parenti anche se, appena arrivato dal Canada, non immaginava di poterli rivedere in una situazione del genere. Nicola infatti è di Toronto, e durante un viaggio di lavoro in Europa ha deciso di tornare per qualche giorno a Maierato, dove ha trascorso parte della sua vita. La brutta sorpresa è arrivata subito, appena atterrato all’aeroporto di Lamezia Terme. «Ho sentito dei dipendenti che parlavano della frana, sono rimasto sbalordito». Invece di poter rivedere la sua Maierato, è stato portato subito a Pizzo Calabro, dalla zia Isabella. «Poi mi hanno portato a vedere la frana. Non immaginavo che potesse succedere una cosa del genere - dice Nicola - manca quella che prima era una montagna». Quando sabato ripartirà per Toronto, porterà con sé il ricordo di un paesaggio diverso. Nel pomeriggio Giuseppe Rizzo dice al telefono che il figlio, il sindaco di Maierato Sergio Rizzo, è in riunione con il capo della Protezione civile. «Tutti - dice - da Protezione civile ai vigili, si sono messi in moto subito. Stamattina (ieri per chi legge, ndr) ci sono stati altri smottamenti - racconta - ma più lievi. Ora è sconvolgente, sembra un canyon, con alberi, fanghiglia e terra». Colpa delle piogge torrenziali, dice Giuseppe Rizzo, che non hanno dato tregua ai maieratani. E in questa fase, «ci rincuora la solidarietà, e abbiamo ricevuto tantissime telefonate anche dal Canada. È una cosa incredibile il grande legame che abbiamo».
Contattato al telefono in tarda serata, il sindaco di Maierato Sergio Rizzo conferma che l’ordinanza di sgombero rimane in vigore per la notte. Ma aggiunge anche che «stiamo ripristinando i servizi essenziali, come acqua e gas, e stiamo lavorando per il ripopolamento del paese. Grazie alla Protezione civile, al prefetto e alla provincia di Vibo Valentia stiamo organizzando la fase del rientro, che dovrebbe iniziare entro un paio di giorni per le zone sicure». Sindaco da quattro anni, Sergio Rizzo non si aspettava di dover affrontare un fenomeno di quelle proporzioni. «Persino i tecnici della Protezione civile - dice Rizzo - mi hanno detto di non aver visto niente di simile».
Il sindaco però chiede cautela quando si parla di una Maierato che galleggia e di rischi idrogeologici. «Le fonti d’acqua a Maierato ci sono sempre state, e molte. Invito a seguire quello che dicono i tecnici: la situazione va analizzata in maniera razionale, non è ancora certo che ci siano delle falde acquifere che minacciano il paese». Al momento i circa 300 sfollati nei centri d’accoglienza stanno reagendo bene, dice Rizzo dopo averli incontrati in serata per rassicurarli. «Abbiamo ricevuto grandi manifestazioni di solidarietà da enti e da comuni vicini che hanno anche offerto ospitalità. Ringrazio anche la comunità maieratana di Toronto e il presidente del Club Maierato per la loro vicinanza», è il messaggio del sindaco a Domenico Costa e ai maieratani nella Gta.

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