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la rabbia e il ricordo 

o passato un’infanzia un po’ dura, ma tanto felice. Sono una ragazza come tante, che ha sofferto abbastanza per poi arrivare all’età di 19 anni a capire che cosa significhi «vivere». Vivere è una grande parola, piena di significato. Vivere significa per me gioire per le piccole cose e soffrire per le grandi. E’ ballare tra la vita, tra le cose passate e future. Ma la cosa più importante è conquistarla, la vita, averla tra le mani. Quando sono nata, la mia famiglia era come tante altre. Non era ricca, no, ma era felice. Per l’amore. Ed è proprio per amore che sono cresciuta. Sin da piccola la persona più importante della mia vita è sempre stata mio padre, Ulisse. Era il mio eroe, l’ossigeno che respiravo. Era la luce che illuminava le mie giornate. Era la mia vita. È strano, questo piccolo grande uomo era tutto quello che avevo. Non erano i beni materiali che mi mettevano gioia, ma era una sua parola, un suo semplice «buongiorno», o un suo bacio appena sveglia. Tutte le bambine, da piccole, sognano il principe azzurro. E’ vero, anche io lo facevo, ma il principe era con me tutti i giorni e mi stringeva, mi coccolava, e mi faceva gioire ogni momento. Era lui il mio principe azzurro, era mio padre. Quando io soffrivo, lui era con me, quando ridevo lui era con me. E anche quando piangevo, lui piangeva con me. Ecco per me cosa significava vivere. Il mio vivere era racchiuso in un solo nome, «papà». Ma purtroppo, quando la vita procede per il meglio, a volte la felicità di tutti i giorni viene tolta. E a me questa felicità è stata tolta due anni fa. Era il 3 luglio 2006. Non volevo credere alle parole che mi risuonano in mente ancora oggi, quelle che non riuscirò mai a dimenticare: «Ulisse è morto». Il mio principe azzurro non c’era più, non ho visto più felicità, ma solo buio. Quelle parole sono state un pugnale nel cuore e la sua mano fredda stretta dalla mia è stato il suo ultimo saluto. Questi anni sono stati dolorosi e pieni di rabbia. Ho perso il mio punto di riferimento, ucciso da una valanga di fango, detriti, rocce... E’ vero, non ritornerà mai più, mio padre. Mi restano solo i ricordi tra le mani. La rabbia è tanta, oggi, a due anni di distanza, mentre vedo che nessuno si è preoccupato del dolore di tre famiglie che soffrono ogni giorno di più per il silenzio. Questo grande silenzio che ha avvolto le nostre vittime. Forse è giusto così, per i mass media, o per la giustizia, ricordarle solo nel loro anniversario, per poi richiudere di nuovo il libro. I nostri padri e il piccolo Salvatore, però, sono morti solo ed esclusivamente per colpa dell’uomo. Ed è proprio l’uomo che deve pagare. Ma quando? Sicuramente rimarremo ancora per molto tempo con questo punto interrogativo, ma vorrei invitare tutte le persone che si occupano di questo caso a capire che ci sono genitori, mogli e figli, sia grandi che piccoli, che vogliono capire cosa è successo e perché si è spezzata la vita di tre persone. E vorrei spiegare, a chi purtroppo ancora non può capire, che brutto pezzo di vita gli ha donato la nostra stessa specie, l’uomo. Con queste parole voglio far capire a tutti che siamo ormai stanchi del silenzio della giustizia. Forse chi di dovere non ha ancora capito che le nostre vittime hanno ancora una dignità e non meritano tutto ciò. Quello che vogliamo è una risposta: che cosa è successo quel maledetto giorno? Di chi è la colpa? E’ facile capire che in questo mondo va tutto a rilento. Ma io, a 19 anni, voglio gridare a viva voce che ho perso un dono che Dio aveva regalato non solo a me, a mia madre e a mio fratello ancora piccolo. Voglio sapere perché noi abbiamo perso questo grande e splendido dono che ha saputo, con piccole cose, regalarci grandi emozioni. E’ proprio questo che noi non dimenticheremo mai, perchè la sua gioia di vivere era tanta. Sono passati ormai due anni e siamo stanchi del silenzio, ma combatteremo fino alla fine, fino a che la giustizia non si degnerà di darci una risposta.

  • Daiana Gaglioti
Commenti (2)Add Comment
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scritto da anonima , August 25, 2008
siete molto plateali, adesso basta e da 2 anni che andate avanti con questa storia.
sono sicura che se il povero ulisse potesse tornare indietro vi direbbe di smetterla con questo CINEMA.
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scritto da Siete Ridicoli.. , August 25, 2008
Forse non hai capito che e' solo una questione di soldi, il teatrino che hanno fatto e che continuano a fare sono persone che non si parlavano almeno da 5 anni con il defunto, e adesso tutto dun tratto lo amavano alla follia. Ipocriti. smilies/angry.gif
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