Qualche valida ragione per non venire qui in vacanza
hi aspettava i primi dati ufficiali per
avere unidea del trend negativo della
stagione turistica vibonese, è servito.
In pochi credevano ad un così considerevole
calo delle presenze, però i segnali di
una simile disfatta, a guardar bene, ci stavano
tutti. Certo, limpresa di distruggere il turismo
vibonese, in poco meno di dieci anni,
appariva ardua anche per i più feroci predatori
del territorio e per una classe politica
sempre più lontana dai veri problemi. Ma, con
un mix micidiale di superficialità ed arroganza,
si è ugualmente riusciti in tale opera. E
senza fatica alcuna, perché questo risultato
molte teste pensanti locali sono riuscite a
raggiungerlo quasi senza alcuno sforzo, in
maniera naturale (si fa per dire)
e spontanea.
Indietro negli anni
Il Vibonese ha da sempre
assorbito oltre il 50% delle
presenze turistiche dellintera
regione. Ma albergatori spesso
improvvisati ed una classe
politica senza la minima concezione
di cosa voglia dire fare
del turismo sano e sostenibile,
sono riusciti a far scappare
quasi tutti. Sino ad un
decennio fa il mese di luglio
era un normale periodo di vacanza.
Un po come avviene in
tutta Italia e nel mondo. Il calo graduale delle
presenze nel mese di luglio è iniziato infatti
tra il 97 e il 98, arrivando a toccare il fondo
negli ultimi quattro-cinque anni, con una percentuale
di turisti ridotta quasi al lumicino,
con buona pace nei numeri dati dalla politica
politicante.
Le cause
Sono tante le cause di una simile regressione.
Ma facilmente individuabili e con tanto di
responsabili. Sicuramente la crisi economica
a livello nazionale ha inciso su un settore trainante
per leconomia italiana, ma non più di
tanto se si guardano le presenze turistiche nelle
altre regioni ed anche in alcune zone della
stessa Calabria. Innanzitutto occorre dire che
arrivare in Calabria, e nel Vibonese in particolare,
non è affatto facile. Complice unautostrada
con eterni lavori in corso e pensata male
già durante la sua progettazione negli anni
sessanta. Basti pensare al solo fatto che il
suo tracciato, anziché seguire la costa, come
sarebbe stato naturale, si arrampica sulle
montagne del Pollino (restando spesso chiusa
al transito dinverno per la troppa neve), al
fine di farla passare a ridosso di Cosenza. Una
delle tante idee geniali (si fa per dire, anche
in questo caso) dellex ministro Giacomo Mancini.
A conti fatti, un romano o un napoletano
impiega meno tempo per raggiungere in autostrada
la Toscana, le Marche, l Abruzzo o la
Puglia, che non per arrivare in Calabria. Per
quanto riguarda invece il trasporto ferroviario,
cè solo da mettersi le mani nei capelli. Perché
se per Milano o Torino è previsto da Roma
un treno ogni ora, quelli che invece scendono
in Calabria si contano sulle dita di una
mano. E per molti di essi non è prevista alcuna fermata nelle stazioni della Costa degli dei,
preferendo la linea Mileto-Rosarno. Tutto ciò
è avvenuto nel silenzio dei parlamentari vibonesi,
consiglieri regionali e provinciali. Oggi
le stazioni di Tropea, Ricadi, Zambrone,
Briatico, Nicotera e Vibo Marina si presentano
simili alle fermate dei bus, prive dei più elementari
servizi. Niente sale dattesa, niente
servizi igienici, niente taxi, in molti casi senza
un telefono e con le biglietterie chiuse. Come
sia possibile pensare di fare turismo in simili
condizioni lo dovrebbero spiegare i tanti appassionati
della politica locale, pronti a riempire
le liste ad ogni consultazione, a richiedere
visibilità sui giornali locali, per poi sparire
il giorno dopo le elezioni.
Vacanza quanto ci costi...
Ricadi dovrebbe essere il comune trainante
delleconomia turistica del Vibonese, perché
il nome di Capo Vaticano è conosciuto in
tutto il mondo. Ma la situazione che si presenta
agli occhi di chi sceglie i suoi luoghi per trascorrervi
le vacanze, non è delle migliori. Innanzitutto
ci si trova dinanzi a strade da terzo
mondo, dissestate, piene di buche e con lavori
eseguiti senza criterio. La discesa che conduce
a Santa Maria è diventata una mulattiera,
con i tombini rialzati dallasfalto e che
costituiscono un autentico pericolo per gli
sventurati automobilisti. Ma non va meglio
per le strade dellintero comprensorio di Capo
Vaticano, dalla località Tono, sino a Santa
Domenica, passando per Spilinga. E tralasciamo
i cassonetti della spazzatura sempre
stracolmi e che non vengono mai lavati... Eppure
il comune di Ricadi, dimenticandosi che
la legge prevede di lasciare una determinata
percentuale di parcheggi gratuiti, ha quasi
dovunque previsto strisce blu. Non contenti
poi del calo di presenze già registratesi negli
scorsi anni, gli amministratori locali, incuranti
dei turisti imbufaliti per una simile situazione,
hanno questanno ritoccato i prezzi.
Dai 50 centesimi allora dello scorso anno, si
è passati a 75. A conti fatti una famiglia con
figli che affitta una casa e scende al mare con
due macchine di mattina e pomeriggio, dovrebbe
mettere in preventivo anche tale spesa,
per un servizio nullo (parcheggi al sole) e
fuorilegge, visto che il 95% dei ricorsi contro
le multe sulle strisce blu vengono accolti dalla
Prefettura o dal Giudice di pace. Sempre
meglio che a Zambrone, dove un parcheggio
(anche qui al sole) costa un euro allora. Inutile
naturalmente cercare in spiaggia cestini
per i rifiuti, passerelle per i disabili o docce
pubbliche. Anzi, non pochi problemi con lerogazione
del prezioso liquido hanno dovuto subire,
anche questanno, i villeggianti di Ricadi
e di alcune zone di Pizzo. Una situazione
vergognosa, se solo si pensa alle centinaia di
miliardi spesi per costruire la diga sullAlaco
che dovrebbe fornire acqua a tutto il Vibonese,
ma che resta di fatto inutilizzata. La qual
cosa, tranne sollecitazioni a riprendere i lavori
sulla diga da parte del senatore Bevilacqua,
non sembra preoccupare affatto i politici locali.
Un caso emblematico
Grotticelle è sicuramente fra le spiagge più
belle della Calabria. Ma è anche lesempio vivente
di quella superficialità ed incompetenza
tutta calabrese nel gestire le risorse del territorio.
Meta di turisti stranieri e di comitive
provenienti anche dalla Sicilia e dalla Campania,
negli anni è stata privatizzata grazie alalcule
concessioni regionali. Si è iniziato dieci anni
fa impiantando una trentina di ombrelloni
e sedie sdraio nella spiaggia più vicina al promontorio
del Capo. Si è quindi passati ad occupare
massicciamente anche le rimanenti
spiagge, sino allassurda situazione attuale
che vede Grotticelle quasi del tutto priva di
spiagge libere. Il risultato? Il 75% degli ombrelloni
a pagamento restano vuoti. Chi arriva
da fuori provincia e scopre lamara realtà
torna indietro ed a Capo Vaticano non ci mette
ormai più piede.
Pizzo e uno dei suoi guasti
Una situazione al limite dellincredibile ed
ulteriore conferma dei guasti che può creare
una classe politica inadeguata è stata poi la
decisione degli amministratori di Pizzo di affiancare
ai vigili urbani gli agenti di un istituto
di vigilanza privato, con relativo potere di
elevare contravvenzioni. Un
decreto annullato dal prefetto
perché fuorilegge. Ma chi ha
beccato una multa da un vigilantes
e si è guastato la serata,
scoprendo poi che la
contravvenzione era carta
straccia, rimetterà più piede
a Pizzo? Ed è normale che in
tale località per fare una semplice
passeggiata nella zona
marina un parcheggio debba
costare ben tre euro e lauto
debba essere parcheggiata a
pochi centimetri da quella del
vicino rischiando di rovinare
le portiere e sol perché ai solerti
gestori interessa solo far entrare più
macchine possibili per qualche euro di guadagno
in più? Tutto ciò, poi, accade in una cittadina
che per decenni ha dovuto combattere
contro i parcheggiatori abusivi
La politica del Turismo
Ci si potrebbe poi imbrigliare in un altro
nodo cruciale e cioé la cementificazione selvaggia
nel nome di una speculazione sul turismo
di massa che pregiudica irrimediabilmente
la sostenibilità e, quindi, la qualità dellofferta.
Tralasciamo poi altre autentiche vergogne
rappresentate dalla strada che conduce
a Tropea via Monteporo e che arrivata nella
frazione di Caria diventa una mulattiera, e
tralasciamo anche le condizioni fatiscenti delle
strade nel comune di Joppolo e di quelle dello
stesso capoluogo di Provincia. Per tagliare
corto e mostrare quanto il turismo sia stato
nei pensieri dei nostri amministratori basta
considerare solo due dati: la Regione Calabria
solo di recente ha nominato un assessore
al Turismo nella persona del rifondarolo
Damiano Guagliardi che, però, non si sa bene
quali competenze specifiche abbia in materia.
Mentre la Provincia di Vibo, nellera Bruni,
impegnata nel continuo balletto delle dimissioni
alla spasmodica ricerca di una poltrona
parlamentare per lex presidentissimo,
si è dimenticata di nominare un assessore
provinciale al Turismo. Quasi come se si trattasse
di una materia secondaria. Ci ha pensato
il nuovo presidente De Nisi a designare un
assessore al Turismo, dimenticandosi però
di quello ai Lavori pubblici. Geniali, non cè
che dire. Perché preoccuparsi con una classe
politica così?
Giuseppe Baglivo
Una Splendida veduta della spiaggia "GROTTICELLE"