Contro limminente chiusura dellufficio ubicato nella zona
Continua la protesta
per l'imminente chiusura
dell'ufficio postale sito
nel cuore di Pizzo Marina.
Dopo una raccolta firme
i cittadini hanno deciso
di fare sentire le loro istanze
manifestando pubblicamente
il loro malcontento.
Sembra essere, infatti, imminente
il trasferimento
nella sede centrale, sita in
prossimità di Piazza della
Repubblica.
Una pacifica protesta capeggiata
da Maria Truglia,
un'anziana del luogo
già traviata dai problemi di
salute che da anni non le
consentono di deambulare
e la costringono su una sedia
a rotelle. Dunque, la
donna già angustiata dalla
sua situazione, si vede vittima
anche della chiusura
del piccolo ed efficiente ufficio
postale che offre i suoi
servizi già da un secolo all'intera
abitazione napitina.
Difatti, ad usufruire
dell'ufficio non soltanto gli
abitanti della Marina ma
anche delle altre zone poiché,
oltre al servizio efficiente
e celere offerto dalla
direttrice Tina Tozzi e da
Salvatore Patania, vi è la
possibilità di usufruire
dell'ampio parcheggio antistante
la struttura.
Una pacifica protesta,
quella di ieri mattina, a nome
del disagio che si arrecherà
ai cittadini e, preminentemente,
alla popolazione
anziana della Marina
di Pizzo, ovvero oltre 450
anziani nonché ammalati e
disabili che lì vivono. Arrabbiati,
delusi e costernati
hanno inscenato la loro
protesta per ottenere risposte
concrete. «Amaro è
di chi soffre», si è lamentata
un'anziana del luogo, la
quale non ha la possibilità
di andare nel centro di Pizzo
per prelevare la sua pensione.
A costernare maggiormente
i protestanti, l'assenza
del primo cittadino,
Fernando Nicotra: «Doveva
essere con noi ed insieme
a noi cavalcare questa
protesta», è stato lo sfogo
di un pensionato. A garantire
l'ordine pubblico e ad
impedire che la contestazione
interrompesse il
pubblico servizio, il maresciallo
Antonio Petrelli, il
quale ha seguito la protesta
anche quando si è trasferita
a palazzo San Giorgio.
Quasi trenta persone a
sostare davanti al locale
delle poste che si sono poi
trasferite al palazzo comunale,
dove sono state ricevute
nella sala consiliare
per avere un contatto diretto
con il sindaco e da lui ottenere
le risposte ai tanti
quesiti formulati. Insieme
a Nicotra, anche l'assessore
Saverio Militare ed il
parroco di Pizzo Marina,
padre Filippo Di Francia.
Dal canto suo, Nicotra ha
riferito di aver avuto un incontro
con il responsabile
provinciale delle poste,
nonché contatti telefonici
con lo stesso ed ha provveduto
a trovare dei potenziali
locali ove fare trasferire
il servizio, mettendosi in
contatto personalmente
con loro. Ma, allo stato attuale,
sembra vigere il silenzio
dei funzionari postali.
«Sono le Poste a dover
dire se vogliono tenere
aperti i locali - ha asserito il
primo cittadino - o li vogliono
chiudere. Peraltro
avevo anche proposto al responsabile
di poter concedere
uno spazio per mettere
momentaneamente (finchè
non saranno approntati
i locali) un furgone od un
prefabbricato - sempre alla
Marina di Pizzo - onde evitare
il disagio ai cittadini,
ma hanno detto che non
era possibile». Inoltre, Nicotra
ha evidenziato l'impossibilità
di intervenire in
modo autorevole nei confronti
delle poste in quanto
sono organismo a carattere
privato. «Qualora dovessero
decidere di chiudere
io sarò affianco ai cittadini
nella loro protesta ma davanti
ad una decisione di
un'azienda privata un'amministrazione
può incidere
sino ad un certo punto».
Lo stesso sindaco, quindi,
ha auspicato una soluzione
positiva. Apparentemente
sembra che le risposte
fornite abbiano placato
gli animi dei protestanti ed
ora si attende il responso
delle poste italiane.
ROSARIA MARRELLA