| Psc, opportunità poco sfruttata |
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Cittadini e associazioni assenti al tavolo di confronto istituito dal Comune Una città sotto certi aspetti in fermento culturale allorquando propone nuove iniziative editoriali e battezza nuove associazioni, ma totalmente assente del tutto nel momento in cui è chiamata, con tanto di manifesti pubblici, a dare suggerimenti sul modello di sviluppo urbanistico da dare al paese nel suo prossimo futuro. E questa il desolante quadro emerso nel corso del recente incontro voluto dallamministrazione comunale con i tecnici propositori del nuovo Piano strutturale comunale. Eppure la tavola rotonda era stata pubblicizzata e programmata in un orario abbastanza consono affinché vi fosse una partecipazione di massa. Niente, snobbata alla grande, persino dai numerosi referenti della politica pizzitana, sia di destra (eccetto Giuliano Mazzoleni), che di sinistra, compresi i Verdi. Ma a latitare, tranne qualche singolo rappresentante, sono stati anche i referenti delle numerose associazioni presenti sul territorio, i rappresentanti delle varie categorie commerciali e turistiche, e i tanti cultori locali che non mancano di sottolineare la decadenza economica, sociale, e urbanistica della città, senza però poi intervenire al momento opportuno per dare suggerimenti e lanciare proposte. Ad essere presenti in massa, invece, i tecnici locali: architetti, ingegneri, e geometri, nonché qualche impresario edile. Ma anche essi sono stati avari di idee, suggerimenti, e quantaltro avrebbe potuto essere prezioso ai redattori del Psc per disegnare il futuro assetto urbanistico della città. Insomma, è sembrato di capire che essendo in esaurimento il vecchio Prg con tutto ciò che esso ha comportato in termini di cementificazione selvaggia e di invivibilità collettiva, la redazione del nuovo Piano strutturale è vista dalle categorie professionali solo come una boccata dossigeno per nuovi progetti, nuove direzioni di lavori, e quindi nuovi cubi di cemento. Che poi i complessi edilizi che si andranno a realizzare siano ecosostenibili o meno, che contemplino o meno aree di verde pubblico, che il Psc includa o no nuove strade, che il nuovo Regolamento edilizio urbano possa prevedere più ampie distanze tra i fabbricati, che non si costruisca più a macchia di leopardo, ma coerentemente con ledificazione già in essere, che i quartieri siano dotati di spazi collettivi per una maggiore vivibilità dei residenti, questo probabilmente poco interessa oltre che ai comuni cittadini anche ai rappresentanti delle associazioni e a chi negli anni ha disegnato quelli che poi si sono rivelati degli autentici scempi edilizi, sebbene previsti dal Prg in vigore. Per quanto riguarda il nuovo Psc di Pizzo un dato è certo: la sua elaborazione è stata consegnata del tutto nelle mani dellamministrazione Nicotra, la quale naturalmente lo gestirà secondo le proprie idee e secondo i suggerimenti offerti dagli uomini vicini ad essa. La speranza è che il Piano preveda nuove strade, linee architettoniche degli edifici più morbide, maggiori distanze tra i fabbricati, tanto verde pubblico, e soprattutto che si eviti la costruzione di agglomerati senza servizi e isolati dai contesti urbani già in essere. Altrimenti, come sempre succede a Pizzo, è già pronta una enorme vasca per raccogliere le copiose lacrime di coccodrillo dei tanti che un giorno non concorderanno sulla messa in attuazione di ciò che il Piano prevederà.
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