Da Pizzo a Nicotera un percorso per degustare i migliori prodotti del territorio vibonese
MOLTE volte anche sulle pagine
di questo giornale, si è
manifestata l'esigenza di un
turismo diverso, che non si
identifichi più con il binomio
mare-sole, ma in grado
di sfruttare altre risorse presenti
nel nostro territorio,
da quelle storico culturali a
quelle paesaggistiche e non
ultimo quelle enogastronomiche.
Cosa c'è di meglio che
proporre ai tanti turisti che
affollano il nostro arenile un
itinerario enogastronomico
che percorre una parte della
fascia tirrenica della regione?
Ciò che si vuole offrire è
un itinerario volto alla riscoperta
delle nostre bellezze
naturali, storico-artistiche
ma soprattutto un viaggio
dentro i nostri sapori della
tradizione, e della dieta mediterranea.
Questo tipo di turismo
parte dal presupposto che
occorre, riscoprire e recuperare
l'autentica identità culturale
enogastronomia di
ogni territorio, per mezzo di
una sapiente offerta che
coinvolga l'intera filiera turistico-
ricettivo-culturale,
proponendo un turismo non
invasivo, rispettoso della dignità
culturale locale, alla
quale fare riferimento. D'altronde
si è sempre più certi
che con la massificazione industriale
dei prodotti alimentari
e la globalizzazione,
al giorno d'oggi, alcuni prodotti
tipici sono a rischio d'estinzione,
gli operatori artigianali
tradizionali diminuiscono
e i loro saperi non
si trasmettono alle nuove
generazioni, la competenza
si limita agli aspetti tecnici,
senza salvaguardare quelli
della cultura, della tradizione
e dell'identità.
Consci di ciò si possono
proporre in termini di consumo
turistico i sapori della
tradizione, che seguono ancora
le vecchie consuetudini
artigiane, e sono rimasti
quelli di un tempo. Da qui il
tracciare un ipotetico viaggio
in questa Costa dei sapori
iniziando da Pizzo,
(uscita autostrada Sa-RC)
dove sedersi a gustare il "tartufo",
gelato di nocciola lavorato
a mano con un cuore di
cioccolato fuso e ricoperto di
polvere di cacao . Dopo aver
deliziato il palato si può visitare
il centro storico e turistico,
conosciuto ed apprezzato
anche per la pesca del
tonno, che ha costituito per
secoli la ricchezza della città.
Per poi proseguire sulla
strada litoranea ed arrivare
dopo circa 20 minuti, nella
bellissima Tropea, con i suoi
palazzi gentilizi dai portali
di granito e le case nobiliari
con ampi cortili e balconi di
ferro battuto. In questa
splendida cittadina e nei
suoi dintorni viene coltivata
in piccoli appezzamenti sul
mare, la cipolla rossa che
trova in quei terreni e nel climale
condizioni che ne esaltano
la tenerezza, la carnosità
e la dolcezza. Allora perché
non gustarla nei tanti ristoranti
cittadini con pietanze
al sapore dolce di cipolla
? Tale percorso enogastronomico
proposto potrebbe
continuare attraverso le
strade, che portano al profilo
affilato di Capo Vaticano,
che affonda come una lama
nel mare di smalto. Da lìun
reticolo di strade che salgono
sui pianori del Monte Poro,
sede di numerose aziende
locali, che lavorano il latte
bovino, mentre il tipico formaggio
pecorino del Poro è
prodotto da casari artigianali
e piccoli allevatori.
A tali prodotti della tradizione
si aggiunge il sapore
della 'nduja di Spilinga conosciuta,
ormai, in tutta la
penisola come la nutella rossa..
Riscendendo verso Joppolo
altra bella cittadina della
Costa degli Dei, seguendo
la Provinciale 522, che sfiora
le brulle falde meridionali
del Poro sospesa tra cielo e
mare, si raggiunge la rocca
di Nicotera, che si presenta
come un'aquila pronta a
spiccare il volo sulla spiaggia
sabbiosa. Il paese, attraversato
da tortuose salite,
scale, vicoli, archi e sottopassaggi,
culmina nel Castello
dei Ruffo costruito
nel1065 da Roberto il Giuscardo.
Città che offre anch'essa
una ricca tradizione
gastronomica ed una modello
di dieta mediterranea di
riferimento riconosciuto dagli
studi dei Sette Paesi di
Ancel Keys .
Tradizione e cultura alimentare
testimoniati dalle
numerose sagre estive in cui
vengono offerti i prodotti tipici
ed anche dal grossocontributo
che l'Osservatorio
Scientifico sulla Dieta Mediterranea
ha dato al dibattito
sui plus salutistici di questo
stile alimentare.. E' scientificamente
noto, difatti, che
la dieta mediterranea le -
gata alla terra, alle stagioni
e alla tradizione è considerata
la migliore per prevenire
infarti, arteriosclerosi, tumori
e malattie del metabolismo.
Per seguirla bisogna
consumare prevalentemente
i cibi che appartengono alla
tradizione: quindi un menù
ricco di pesce, di legumi,
di frutta e verdura; dove il
condimento è rappresentato
dall'olio extravergine di oliva,
con l'aggiunta di erbe
aromatiche come, l'origano,
il prezzemolo, il rosmarino,
l'aglio e la cipolla. Senza dimenticare
un pizzico di peperoncino
accompagnato da
un buon bicchiere di vino
rosso. Tutti ingredienti base
della cucina tradizionale di
questa fetta di territorio calabrese.
La famosa Costa degli
Dei dalle incomparabili
bellezze naturali e paesaggistiche
è anche una terra di
straordinarie potenzialità
enogastronimiche. La favorevole
posizione geografica
e la fertilità dei suoi terreni
l'hanno resa la una terra di
grande produzione agricole
e vinicole, fin dai tempi più
antichi.
Ma è d'obbligo ricordare
anche un altro prodotto di
cui è fortemente produttrice
questa costa che abbiamo ribattezzato
Costa dei sapori,
quello che Omero chiamava
oro liquido: l'olio
extra-vergine di oliva . Tale
prodotto ha ricoperto nei secoli
una notevole funzione
terapeutica, fino ad affermarsi
definitivamente, ai
giorni nostri, con la ricerca
scientifica. Tale elemento
base della dieta mediterranea,
costituisce il pilastro
della dieta mediterranea, il
difensore della nostra salute
contro le malattie cardiovascolari,
come afferma il fisiologo
Ancel Keys. Naturalmente
stiamo parlando di
un alimento che entra prepotentemente
in tutti i piatti
della tradizione contadina e
che viene anche utilizzato a
Joppolo e a Limbadi come
elemento base per prodotti
naturali di bellezza.
L'invito è quello di condividere
questa nuova cartolina
proposta della Costa degli
Dei che ben si può integrare
con la classica cartolina
che propone le bellezze
naturali e artistiche di questo
territorio.
Q.D.C.