Toponomastica dei quartieri
La maggior parte dei nomi dei quartieri che costituiscono l’arredo urbano della città, è legata agli edifici di culto eretti nella stessa zona. Altri antichi appellativi provengono da elementi di diversa natura: fontane, luoghi scoscesi, vie dove si concentravano artigiani dello stesso mestiere. Sono queste le varie denominazioni:
- Timba: il riferimento è dovuto alla roccia che cade a picco sul mare e sovrasta i caseggiati dei rioni Marina, Carmine, Seggiola;
- Ficarazza: chiamata così perchè alcuni alberi di fico in altri tempi caratterizzavano la zona;
- Fossatu: strada circostante il Castello Murat e parte di Via M. Salomone; detta così per il fatto che un fosso acquitrinoso circondava la città vecchia e cioè i fabbricati arroccati dentro le mura perimetrali;
- I Morti: dall’omonima chiesa del Purgatorio, detta appunto dei Morti, perchè vi si seppellivano i defunti;
- Il Carmine: dall’omonima chiesa del Carmelo;
- S. Francesco, S. Sebastiano, Pietà, Piedigrotta, S. Giorgio, per le altrettante chiese così denominate;
- S. Antonio, S. Agostino, mantengono i nomi degli antichi monasteri soppressi nel 1783;
- Cannalata o meglio Mulini: è la via lungo la quale, degradava da monte a mare, il cunicolo forzato dell’acqua che faceva girare i 13 mulini che partivano da S. Antonio e finivano alla spiaggia Seggiola;
- Talerciu: prendeva il nome da un monaco del luogo, ora sta a designare l’omonima e conosciuta fontana di acqua sorgiva;
- Parrera, Pietraia; luogo in parte a precipizio, un tempo impraticabile per le molte pietre disseminate sul terreno;
- U Chjanu: luogo scosceso che anticamente veniva indicato con una formula diversa: “subba 6 Chjanu” (sopra la parte pianeggiante) trattasi infatti, di un quartiere costruito a monte della piazza, in seguito per abbreviare, è rimasto solo “‘u Chjanu”.
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