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Seggiňla, lavori in alto mare PDF Print E-mail

Dovevano essere terminati entro l’agosto del 2000 

La lista guidata dall'attuale sindaco Fernando Nicotra alle ultime elezioni comunali aveva scelto come uno dei suoi cavalli di battaglia la sistemazione definitiva del costone della Seggiòla, accusando la vecchia amministrazione di aver dato corso al progetto intrapreso nell'autunno del 1997 dall'allora sindaco Stillitani. Infatti, anche quest'ultimo, alla guida della lista "Insieme per Pizzo", allora inserì nel suo programma il consolidamento del costone della “Seg - giòla”, cui doveva seguire la costruzione di un lungomare e il ripristino della "Grotta Azzurra". Lo stesso, alla fine di febbraio 1999 diede la comunicazione che i lavori erano stati già consegnati e che sarebbero stati eseguiti in base ad un progetto dell'ingegnere capo del Genio Civile di Catanzaro, Carlo Serrao. Lavori che avrebbero riguardato: sistemazione il costone e il lungomare che tra la "Marina" e la "Seggiòla"; allungamento di circa 80 metri della "Pizzapundi"; sistemazione dell'insenatura della "Seggiòla"; riapertura della "Grotta azzurra"; sistemazione a banchina ed approdo di tutta l'area interessata; pavimentazione lunga 300 metri e profonda 50 di quel terrapieno che permane ad essere una discarica. Il tutto, infine, si sarebbe dovuto terminare con la sistemazione della strada che da piazza della Repubblica (Chiesa dell'Immacolata) arriva alla "Seggiola”. I lavori, promise Stillitani, sarebbero dovuti finire in 18 mesi, cioè entro il 6 agosto del 2000. Diverse furono le interruzioni dei lavori, ma nel dicembre 1999 ce ne fu un'altro a causa di un'ordinanza della Capitaneria di porto di Vibo Marina. Quei tempi, ovviamente, non furono mai rispettati, tanto che né con l'amministrazione Stillitani né con quella guidata da Falcone si è arrivati mai ad una conclusione ed ancora oggi la zona è completamente abbandonata. In particolare, la prima sospensione avvenne nel 1998 e nel mese di novembre dello stesso anno ci fu una lettera della soprintendenza per i beni ambientali architettonici artistici e storici di Cosenza, a firma del soprintendente reggente Giorgio Ceraudo, che dispose alcuni vincoli: «Non venga realizzato il betoncino colorato con sottostante rete elettrosaldata a protezione della rupe, ma sia realizzato un tipo di consolidamento con chiodi a scomparsa; gli alloggiamenti per le chiodature dovranno essere rivestiti con tasselli di roccia; il muretto alla base della parete sia realizzato con altezze che garantiscono l'incolumità pubblica ma che tengano conto anche dell'impatto ambientale. Lo stesso dovrà essere realizzato con un rivestimento in pietra locale, avendo l'accortezza di usare uno spessore adeguato e tipologia di vera e propria muratura tradizionale; le pavimentazioni e i rivestimenti previsti in lastre di porfido dovranno essere realizzati con materiali locali o acciottolato; il riassetto della scogliera previsto in cubi di calcestruzzo dovrà essere realizzato, nella parte sommitale ed esterna alla superficie marina, con massi naturali. Il prolungamento del molo, previsto con panchine in cemento armato prefabbricato dovrà essere coperto e circondato con massi naturali per rendere il tutto il più naturale possibile; il ripristino della gradinata esistente nel corpo della rupe dovrà essere concordato preventivamente con quest'ufficio; dovranno essere ripristinate le vecchie vasche naturali e la grotta azzurra; tutte le campionature di cui sopra dovranno essere sottoposte a quest'ufficio per il parere di competenza ». Nel mese di gennaio 2001, il consigliere comunale Enrico Durante, allora diessino, in un consiglio comunale, essendo nel frattempo subentrata alla vecchia società una nuova, invitò l'amministrazione comunale guidata da Stillitani a fornire notizie certe, suggerendo anche che i lavori di sfondamento della parte sottomarina fossero eseguiti con priorità, ma alla fine di agosto 2001 e a pochi mesi dallo scadere della seconda amministrazione Stillitani, ancora a nulla di decisivo si assistette, nonostante che i lavori si sarebbero dovuti concludere entro il 6 agosto 2000. L’auspicio è che il sindaco Nicotra riprenda quel progetto e, finalmente, portarlo a compimento, poiché davvero rappresenterebbe il fiore all'occhiello, non solo per l'amministrazione, ma per tutta la cittadina.
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